Detox del fegato: cosa fa già il fegato da solo, e cosa le cure depurative non mantengono
La parola «detox» fa pensare a una grande pulizia, ma in realtà descrive un lavoro che il fegato svolge ogni giorno, senza bisogno di cure. Con i suoi enzimi, tra cui la famiglia dei citocromi P450, e con reazioni di coniugazione, rende le sostanze eliminabili con le urine o con la bile. Secondo le conoscenze attuali, i percorsi di succhi, le tisane depurative, i cerotti per i piedi o le polveri alcalinizzanti venduti in Italia come altrove non cambiano questo processo. La cosa più utile resta dargli meno da fare: meno alcol, meno zucchero, niente farmaci inutili.
Come elimina le sostanze il fegato?
Il fegato trasforma le sostanze estranee e le scorie del metabolismo in due grandi fasi. Nella fase I, enzimi soprattutto della famiglia dei citocromi P450 modificano la molecola. Nella fase II, la molecola viene legata a composti dell'organismo come l'acido glucuronico, il solfato o il glutatione, che la rendono solubile in acqua e ne permettono l'eliminazione con le urine o la bile.
Questa biotrasformazione è continua, non si attiva solo dopo un pranzo di festa. Prendiamo l'alcol: un enzima, l'alcol deidrogenasi, lo trasforma in acetaldeide, poi in acido acetico. Il glutatione ha un ruolo centrale nella fase II; l'organismo lo produce da sé partendo da tre aminoacidi, cisteina, glicina e glutammato. Anche reni, intestino e polmoni partecipano all'eliminazione. In altre parole, il corpo possiede già un sistema di smaltimento molto specializzato, ed è l'unico senso in cui la parola detox ha una realtà fisiologica.

Cosa promettono le cure detox?
I prodotti detox dichiarano di solito di eliminare «tossine» o «scorie», di pulire il fegato e di ridare energia. Quali sostanze verrebbero eliminate, e come lo si misurerebbe, resta quasi sempre vago.
Le formule si somigliano: percorsi di succhi di più giorni, tisane depurative, «pulizie del fegato» con olio d'oliva e limone, cerotti per i piedi che si scuriscono durante la notte, polveri alcalinizzanti contro una presunta acidità. I cerotti si scuriscono semplicemente a contatto con umidità e sudore: cambiano colore anche versandoci sopra qualche goccia d'acqua. E dopo le feste, tra cenone, panettone e pranzi in famiglia, o a settembre, al rientro dalle vacanze, la tentazione di una cura lampo è forte: è proprio il periodo in cui queste promesse si vendono meglio.
Cosa mostra la ricerca sul detox?
Una revisione critica di Klein e Kiat (2015) non ha trovato prove convincenti che le diete detox commerciali eliminino tossine dall'organismo. I pochi studi erano piccoli, di bassa qualità e quasi mai misuravano quali sostanze sarebbero state eliminate.
Eppure molte persone si sentono più leggere dopo qualche giorno di succhi. Le ragioni sono semplici: mangiano meno, smettono di bere alcol e di consumare prodotti molto lavorati, e bevono più acqua. Il peso perso è soprattutto acqua, che torna in fretta, e nulla indica che il fegato lavori più velocemente. Mantenere quelle buone abitudini dopo la cura rende al fegato più della cura stessa.
Quali rischi comportano i prodotti detox?
Alcuni prodotti detox contengono lassativi, piante diuretiche o estratti vegetali molto concentrati. Secondo la letteratura medica, gli integratori a base di piante sono tra le cause citate di danno epatico da farmaci e sostanze, soprattutto a dosi alte o quando la composizione non è chiara.
- Tisane lassative (alla senna, per esempio): usate a lungo, fanno perdere elettroliti e abituano l'intestino.
- Estratti di tè verde molto dosati: nel 2018 l'EFSA ha segnalato aumenti dei valori epatici a partire da circa 800 mg di EGCG al giorno assunti con integratori.
- Digiuni a base di succhi per più giorni: molto fruttosio, poche proteine, da evitare con diabete o disturbi alimentari.
La banca dati LiverTox degli istituti di sanità statunitensi (NIH) documenta casi di questo tipo: niente panico, ma un buon motivo per diffidare delle grandi promesse.
Cosa aiuta davvero il fegato?
Ciò che aiuta di più il fegato è ciò che alleggerisce il suo carico: poco o niente alcol, un peso stabile, meno zucchero, attività regolare, farmaci presi secondo il foglietto illustrativo e vaccinazioni contro l'epatite in regola.
Altre abitudini semplici sono raccolte nella guida sostenere il fegato in modo naturale, le basi nella sezione salute del fegato.
Hepaliv è una cura detox?
No. Hepaliv non è una cura detox e non promette di depurare né di pulire il fegato. È un integratore alimentare da assumere ogni giorno, in aggiunta a uno stile di vita equilibrato.
Ci teniamo alla sfumatura. La formula contiene tra l'altro un estratto di cardo mariano (80 mg di silimarina), N-acetilcisteina (NAC), precursore della cisteina che l'organismo usa per produrre il proprio glutatione, ed estratti di rosmarino e tè verde. Questi ingredienti sono studiati, ma i dati restano limitati e nessuna indicazione sulla salute relativa al fegato è autorizzata per loro. L'estratto di tè verde apporta 17,3 mg di EGCG al giorno, una piccola frazione della soglia di 800 mg indicata dall'EFSA. Hepaliv non contiene lassativi. Tutte le quantità sono pubblicate nella pagina ingredienti di Hepaliv, e il prodotto è nella pagina principale. Se hai sintomi, rivolgiti al medico di base invece di cercare una cura depurativa.
Domande frequenti
Si può «disintossicare» il fegato?
Il fegato elimina da solo le sostanze, giorno e notte, con le reazioni di fase I e di fase II. Nessuna prova solida mostra che una cura, una tisana o un cerotto acceleri questo lavoro. Puoi invece alleggerirlo, soprattutto bevendo meno e mantenendo un peso stabile.
I prodotti detox venduti in Italia sono controllati dal Ministero della Salute?
In Italia gli integratori vengono notificati al Ministero della Salute prima della vendita, ma la notifica non è una prova di efficacia come l'autorizzazione di un farmaco da parte dell'AIFA. Le indicazioni sulla salute ammesse sono fissate dalle regole europee: una promessa «detox» sulla confezione non dimostra nulla.
Le tisane depurative dell'erboristeria aiutano il fegato?
Una tisana calda può essere piacevole e aiuta a bere di più, ma nessuno studio solido mostra che acceleri il lavoro del fegato. Se contiene piante lassative, come la senna, non va usata a lungo. In caso di dubbi, chiedi al farmacista o al medico.
Il cardo mariano serve a depurare?
Il cardo mariano è usato tradizionalmente in relazione al fegato e la silimarina è oggetto di studi. Nessuna indicazione autorizzata afferma che depuri il fegato. Lo stato della ricerca è descritto nella nostra pagina dedicata agli ingredienti.

Hepaliv: 9 ingredienti, 2 capsule al giorno
- Estratto di cardo mariano (80 mg di silimarina), desmodium, rosmarino, tè verde, gymnema
- Completato da betaina, N-acetilcisteina, noce di cola e zafferano
- 60 capsule vegetali per flacone, cioè 30 giorni
- Garanzia soddisfatti o rimborsati di 180 giorni, solo tramite l'ordine ufficiale
Fonti
- Klein AV, Kiat H. Detox diets for toxin elimination and weight management: a critical review of the evidence. Journal of Human Nutrition and Dietetics. 2015;28(6):675-686.
- Navarro VJ et al. Liver injury from herbal and dietary supplements. Hepatology. 2017;65(1):363-373.
- LiverTox: Clinical and Research Information on Drug-Induced Liver Injury. National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIH).
- EFSA (2018): Scientific opinion on the safety of green tea catechins. EFSA Journal 16(4):5239. efsa.europa.eu
- Ministero della Salute, integratori alimentari: salute.gov.it